Itinerari enogastronomici Sarnano, Macerata, Marche: turismo e vacanze nelle marche

GLI ITINERARI
DEL VINO


Gli itinerari che suggeriamo vi permetteranno di scoprire un territorio pieno di fascino e ricco di ambienti naturali differenti, che vanno dalle verdi vallate appenniniche ai fondali sabbiosi del mare Adriatico. In questo contesto la civiltà contadina ha operato pazientemente per secoli, lavorando senza snaturarlo, un paesaggio già di per sé accogliente e vario. Questi fattori hanno generato una grande tradizione eno-gastronomica, in grado di offrire una notevole varietà di ingredienti e pietanze. Nell'intento di valorizzare sia la buona tavola che le bellezze storico-artistiche di cui è ricco il territorio, vi proponiamo una serie di percorsi che accostano i piaceri gastronomici ai borghi, ai castelli e alle abbazie che impreziosiscono questa terra.

1) Le strade e i borghi del vino e del vin'cotto
Tutto il fascino dei nostri colli è sintetizzato nei preziosi vini che vi vengono prodotti: venite a scoprirli lungo il "Percorso del Colli Maceratesi Doc" e "Percorso del Verdicchio di Matelica Doc".
Cosa vedere lungo il percorso
Il Palazzo Lazzarini (sec. XIV-XIX), la chiesa di S.Francesco (sec. XIII-XVI), la chiesa di S.Agostino (sec. XVI-XVIII) e la chiesa di S.Bartolomeo (sec. XVIII) a Morrovalle; la chiesa di S.Annunziata (sec. XIII) a Colmurano; la Torre Leonina (1517) a Ripe San Ginesio; la villa Buonaccorsi (sec. XVI-XVIII), il Teatro Mugellini (1859), l'ex complesso agostiniano (sec. XIV-XVIII) e l'ottocentesco Palazzo Municipale a Potenza Picena; la chiesa di S.Filippo (sec. XVII) e il Teatro La Rondinella a Montefano, oltre al castello di Montefiore (sec. XIII-XV) situato alle porte del paese; la parrocchiale di S.Giovanni Battista (sec. XVI-XVIII) ad Appignano; il quattrocentesco polittico della parrocchiale di S.Clemente a Serrapetrona; il cassero (sec. XIV), il Castello di Lanciano e la rocca d'Ajello a Castelraimondo; la rocca e la chiesa medievale di S.Maria delle Macchie a Gagliole; la Fontana Ottagonale (sec. XVII), la Loggia degli Ottoni (1511), il Palazzo Ottoni (1472), il Museo Piersanti, la chiesa di S.Francesco (sec. XIII-XVIII) ed il Teatro Piermarini (1805-12) a Matelica; il duecentesco Palazzo del Pretorio, la pieve di S.Anatolia e la chiesa di S.Maria con la Crocifissione dei fratelli de Magistris a Esanatoglia.

I colli del nostro territorio costituiscono l'ambiente ideale di alcuni vitigni che sono stati introdotti in quest'area nei secoli passati. L'ottima esposizione dei terreni in prevalenza sabbiosi infatti, va ad aggiungersi a un'antica tradizione viti-vinicola, fatta di sapienti potature e minuziose cure colturali. Fin dai tempi più remoti, il vino è stato una componente insostituibile nell'alimentazione delle classi rurali e urbane e il suo gusto è stato garanzia del luogo di coltivazione. Insegna un vecchio trattato del I secolo che bisogna "Esaminare di quale sapore sia il campo: il sapore del vino infatti corrisponderà al gusto della terra ". Lo scorrere del tempo e la modernizzazione delle tecniche di coltivazione hanno poi eliminato l'alberatura o i filoni campestri, spesso a divisione delle fasce o delle rotazioni agricole applicate nel podere, il vigneto si è specializzo e con esso è decollata la viticoltura marchigiana. La smagliante brillantezza dei vini rossi, il fragrante aroma dei bianchi, sono la prova tangibile della presenza delle già citate condizioni ottimali nella nostra provincia, che ci regalano prodotti come il Verdicchio, il Rosso Piceno, il Rosso Conero, il Bianco dei colli maceratesi, apprezzati e conosciuti in tutto il mondo.

Colli Maceratesi bianco
Questo vino è il risultato di un lungo ed ininterrotto processo di trasformazione e trasmigrazione. Il comprensorio collinare maceratese, al di sotto di 450 metri di altitudine, risulta essere il suo luogo ideale. Ne nasce un vino pallido, di color giallo paglierino tenue con sfumature verdi che ne testimoniano la giovinezza. Va bevuto fresco e vivace, è delicato nei profumi e nella continuità gustativa ed è abbastanza morbido.
Da Gustare
Il "Colli Maceratesi bianco" si propone per esaltare il gusto di molluschi bivalvi a tendenza dolce e delicatamente grassi (vongole di varietà diverse, arselle, ostriche) o piccoli molluschi cefalopodi (seppioline, calamaretti) e carni bianche di animali a bassa corte in cotture delicatissime.
Tecnologia di Lavorazione
Il vino "Colli Maceratesi bianco" viene prodotto con un minimo del 70% dal vitigno Maceratino (Ribona o Montecchiese) per il resto concorrono altri vitigni a bacca bianca ammessi alla coltivazione all'interno della Regione Marche. Nella tipologia più esclusiva, la Ribona, la percentuale del vitigno Maceratino non può essere inferiore all'85%.
Calendario di Lavorazione
Si produce in autunno.

Colli Maceratesi rosso
La DOC "Colli Maceratesi " è stata riconosciuta ed approvata nel 1975. Anche se dal passato piuttosto anonimo, questo vino è da seguire bene per il futuro: grazie a nuovi impianti ed al lavoro di enologi sapienti, non è difficile prevedere che tra qualche anno riusciremo a trovare un vino dall'indiscussa qualità. Il vino Colli Maceratesi Rosso è gradevole, asciutto, armonico e va consumato entro il primo anno di vita, eccezion fatta per la tipologia riserva che può durare fino a 2-3 anni.
Da Gustare
Il vino Colli Maceratesi Rosso nella tipologia riserva si abbina a piatti importanti e cotture più elevate, come porchette, umidi di pollo, pesce alla brace ma anche al conosciuto brodetto.
Tecnologia di Lavorazione
Il vino DOC dei Colli Maceratesi rosso deve essere prodotto con una base minima del 50% di Sangiovese e per il restante 50% con altri vitigni a bacca nera ammessi nelle Marche, tra cui la Vernaccia.


Esino Rosso
Nato da una costola di due prestigiosi vini verdicchi, quali i rossi "Conero" e "Piceno", è entrato in produzione nel 1995. La sua quindi è una denominazione d'origine controllata nuova ma che si è aggiunta a quelle tradizionali . Di colore rosso rubino, con l'invecchiamento tende al granato, aroma gradevole, vinoso, sapore armonico e asciutto.
Da Gustare
Può essere considerato un vino a tutto pasto, da accostarsi a carni bianche, porchetta, capitone alla griglia, formaggi stagionati, ravioli.
Tecnologia di Lavorazione
Le uve selezionate vengono diraspate e pigiate nei tini dove fermentano in un tempo variabile dai quattro ai dieci giorni. Segue la svinatura che separa il vino dalle vinacce. Il vino viene poi affinato in botti di rovere che cedono al vino sostanze polifenoliche e tanniche importanti per la formazione del gusto e dell'aroma del vino. Quest'affinamento può protrarsi per più anni duranti i quali il vino è sottoposto a periodici travasi che lo separano dai depositi. Si imbottiglia al termine della maturazione, quando è pronto per il consumo.
Calendario di Lavorazione
Si produce in autunno.

I Terreni di San Severino
Dopo la maturazione in botti di legno dai 18 ai 24 mesi e l'affinamento in bottiglia di 8-12 mesi il vino è pronto per la commercializzazione con serbevolezza anche superiore ai cinque anni per i prodotti di maggiore struttura. Il colore è un rosso rubino più o meno intenso, tendente al granato nella tipologia "I Terreni di Sanseverino" rosso passito, il profumo è gradevole e complesso, il gusto è armonico, sapido, tipico, caratteristico, talvolta di frutta rossa in "I Terreni di Sanseverino" moro.
Da Gustare
Le tipologie Rosso, Rosso Superiore e Moro si abbinano piacevolmente con primi piatti ricchi di sughi e con carne bianca, rossa, cacciagione in preparazioni succulente, grasse, aromatiche, formaggi di media stagionatura; può essere abbianto anche a pasticceria secca impastata con Vernaccia Nera.
Tecnologia di Lavorazione
Le tipologie Rosso, Rosso Superiore, Rosso Passito hanno un minimo Vernaccia Nera 50%, nella restante parte vi si possono trovare tutte le varietà a bacca nera non aromatiche idonee alla coltivazione nella regione Marche.

Lacrima di Morro d'Alba
Questo vino si ottiene da un vitigno antico, il Lacrima per l'appunto, che veniva tradizionalmente "maritato" all'olmo e all'acero e si coltivava nelle colline che circondano Morro d'Alba. Il colore è rosso rubino carico, con sfumature violacee nel primo periodo. Ha un odore gradevole, intenso, persistente e fruttato, ricorda frutti rossi anche di bosco. Il sapore è gradevole, asciutto, sapido e morbido, molto caratteristico.
Da Gustare
Ideale l'abbinamento con i primi piatti a salsa rossa e ragù, con antipasti di pesce azzurro marinato o in carpione con lo stesso vino, con secondi piatti di carni bianche. Lasciato maturare in botti di rovere può essere abbinato a piatti forti in genere. Il "Lacrima" nel tipo amabile e frizzante si rivela un ottimo vino da fine pasto.
Tecnologia di Lavorazione
Il "Lacrima" viene imbottigliato in due diverse epoche alle quali corrispondono due vini diversi. Imbottigliato precocemente, quando cioè gli zuccheri non sono totalmente svolti, il vino si rivela frizzante ed amabile. Se invece lo si imbottiglia a fermentazione completata si rivela un eccellente vino da pasto.


Rosso Piceno
È il vino più diffuso delle Marche: il suo comprensorio geografico racchiude una vastissima fascia collinare - litoranea di tre province (Ancona, Macerata e Ascoli Piceno). Il colore è rosso rubino con sfumature violacee che tendono ad attenuarsi. L'odore è gradevole e vinoso, evolve al fruttato-floreale. Il sapore sapido, armonico, asciutto, giustamente tannico e di corpo. La maturazione dà morbidezza ed equilibrio. Ricorda la radice di liquirizia.
Da Gustare
Graditi risultano gli accostamenti a minestre, calde o tiepide, e ai salumi crudi e cotti, ottimo con secondi piatti di maiale, manzo e bassa corte in tegame con salsa rossa, uccelletti in salmì, con agnello e capretto, con arrosti a fuoco diretto, spiedo o casseruola. Se giovane si sposa bene con zuppe di pesce con pomodori e peperoni rossi e verdi, con pesce fritto e alla brace.
Tecnologia di Lavorazione
Le uve selezionate vengono diraspate e pigiate nei tini dove fermentano in un tempo variabile dai quattro ai dieci giorni. Segue la svinatura che separa il vino dalle vinacce.Il vino viene poi affinato in botti di rovere che cedono al vino sostanze polifenoliche e tanniche importanti per la formazione del gusto e dell'aroma del vino. Quest'affinamento può protrarsi per più anni duranti i quali il vino è sottoposto a periodici travasi che lo separano dai depositi. Si imbottiglia al termine della maturazione, quando è pronto per il consumo.
Calendario di Lavorazione
Si produce in autunno.

Serrapetrona Rosso
Questo vino prima di essere immesso al consumo deve essere sottoposto ad un periodo d'invecchiamento di almeno 10 mesi. Il colore è rosso rubino più o meno intenso, il profumo è caratteristico, ricorda frutta rossa matura, confetture e spezie, al gusto rimane un sapore sapido e caldo, con corpo morbido, piacevole e fondo gradevolmente amarognolo.
Da Gustare
Il "Serrapetrona rosso" è ottimo con secondi piatti di maiale, manzo e bassa corte, con carni aromatiche tenere e grasse, con arrosti a fuoco diretto.
Tecnologia di Lavorazione
Nel vigneto domina il vitigno autoctono Vernaccia Nera. I vitigni a bacca rossa autorizzati della provincia di Macerata, possono partecipare fino ad un massimo del 15%.


Verdicchio dei Castelli di Jesi
ll "Verdicchio dei Castelli di Jesi", rispetto al tipo "Classico", non presenta variazioni nella composizione, nel colore, nella gradazione alcolica. La diversità sta essenzialmente nel comprensorio geografico che, rispetto a quello del Classico, è situato più a nord e nella natura dei terreni, nel microclima e nell'insolazione che possono produrre alcune diversità nel gusto. Il colore è giallo paglierino, a volte con sottili sfumature verdi che volgono al dorato con la maturazione. Il profumo è delicato, la fragranza fresca e persistente di frutta e fiori, con sentore di mandorle amare. Il sapore è asciutto, fine, amarognolo, con un retrogusto gradevolmente amarognolo.
Da Gustare
Si può affermare che tutti i piatti della cucina mediterranea possono essere accostati con uno dei "verdicchi": antipasti, carni bianche, carni bollite, funghi, tartufi, fritti di verdure...ma è soprattutto con il pesce, i crostacei e i molluschi che vi è lo "sposalizio" d'elezione.
Tecnologia di Lavorazione
Per avere la denominazione "Verdicchio dei Castelli di Jesi" il vino deve essere prodotto con una percentuale minima di Verdicchio dell'85%. Il restante 15% può essere utilizzato da vitigni malvasia toscana o trebbiano toscano.


Verdicchio di Matelica
La componente di base è l'uva Verdicchio, alla quale possono essere aggiunti Trebbiano e Malvasia. Il sapore è asciutto, armonico con retrogusto gradevolmente amarognolo. Questo verdicchio ha anch'esso una lunga tradizione e documenti d'epoca rivelano che è sempre stato molto apprezzato. È un vino brillante dal colore paglierino tenue, delicato, dalla fragranza fresca e persistente di frutta non completamente matura. Il sapore è asciutto, morbido, armonico, con un retrogusto leggermente amarognolo.
Da Gustare
Si tratta di un vino dai molteplici accostamenti ma è ottimo con antipasti crudi (molluschi bivalvi di varia specie), con pesci dalle carni saporite e salsate, primi piatti di pesce, lasagne e risotti di mare. Quando è più maturo si abbina perfettamente con la sogliola dell'Adriatico.
Tecnologia di Lavorazione
L'uva raccolta e ammassata si torchia mettendola nei vasi vinari di fermentazione. Segue un primo travaso del vino per separarlo dalle fecce. Poi fino a primavera il vino deve maturare al buio della cantina, quindi è pronto per il consumo, imbottigliato ed etichettato raggiunge le tavole di tutto il mondo.


Vernaccia di Serrapetrona La zona interessata alla produzione di questo vino spumante D.O.C. è limitata ad una ristretta area con al centro il comune di Serrapetrona, che dà il nome alla Vernaccia. Ha un intenso color rosso rubino, dal perlage sottile e spuma persistente a grana fine e rosata; il suo profumo ricorda quello della frutta rossa molto matura, delle spezie e dei fiori rossi appassiti. Va bevuto ad una temperatura non superiore ai 15°-16° C che ne esalta il gusto amabile e sapido, leggermente amarognolo.
Da Gustare
Abitualmente la Vernaccia di Serrapetrona si destina a dessert, al dolce in generale, preferibilmente a pasticceria secca, biscotti e pandolci rustici. Sorprende comunque l'accostamento della Vernaccia, del tipo secco, a formaggi piccanti e semiduri a fermentazione fungina, oltre a carni più impegnative, a bolliti salsati alla mostarda di frutta.
Tecnologia di Lavorazione
Nella Vernaccia dolce circa 60% delle uve viene vinificato all'atto della vendemmia, mentre il restante 40% viene sottoposto ad appassimento naturale. Il mosto così ottenuto va poi unito al prodotto derivato dalle uve fresche. Nel tipo meno amabile la fermentazione viene prolungata e in tal modo vengono abbassate le percentuali zuccherine.
Calendario di Lavorazione
Si produce in autunno.

Giuggiolone Il giuggiolone è un vino dolce, di colore giallo dorato brillante dal profumo intenso e caratteristico di giuggiola matura, ben strutturato con carattere deciso che risulta morbido e vellutato al palato, di gradazione alcolica di 11 % vol.
Da Gustare
Ottimo da solo o in abbinamento, da servire fresco in ampi calici con biscotteria secca alle mandorle tipo tozzetti.
Tecnologia di Lavorazione
È ottenuto attraverso la macerazione e la fermentazione delle giuggiole con un pò di vino che dura in tutte le sue fasi ben tre anni, fino al momento in cui può essere imbottigliato.


VIN'COTTO
Il vino cotto è una bevanda alcolica tipica delle campagne del Maceratese, in particolare della zona di Loro Piceno, e dell'Ascolano, ottenuta dalla bollitura o dal fuoco diretto su un caldaio di rame di mosto d'uva. Di antichissima tradizione, già gli imperatori romani utilizzavano il vino cotto quale bevanda di fine pasto e Plinio e Columella descrivevano dettagliatamente la sua preparazione per nulla diversa da quella ancora in uso. Il vino ottenuto dalla bollitura del mosto di uve, dalla gradazione alcolica elevata, è secco e dolce. Il colore è variabile nelle tonalità dell'ambra, l'aroma intenso, il gusto dolce o asciutto, ricco di retrogusti fruttati e sapidi.
Da Gustare
Vino perfetto da dessert, adatto per essere gustato a fine pasto, con i dolci tradizionali.
Tecnologia di Lavorazione
Il procedimento tradizionale per l'ottenimento di questo prodotto ha inizio con la bollitura del mosto d'uva appena pigiata in una grossa caldaia di rame. Quando un terzo o più dell'acqua è evaporata, con una conseguente riduzione della massa, e dopo raffreddamento nelle caldaie di rame, il mosto cotto si travasa in caratelli di rovere di piccolo taglio, per la fase della fermentazione. Fa seguito il travaso per favorire la decantazione dei residui della fermentazione depositati nel fondo della botte. Segue un periodo di riposo di circa due anni in piccole botticelle in locali freschi e asciutti.
Calendario di Lavorazione
Si produce in autunno.

LIQUORI E VINI SPECIALI

Sapa
Sembrava uscito di scena questo manufatto dell'Italia vinicola, invece nella nostra provincia gode di ottima salute, stando ai tanti produttori che si sono presi la soddisfazione di rimetterlo in circolazione. Non più usato per condire monotone polente o quale sostituto dello zucchero, come accadeva un tempo, è diventato ingrediente di prestigio da accostare ai piatti più elaborati e gustosi. Si tratta nello specifico di mosto d'uva al quale si aggiungono varie essenze e droghe la cui preparazione varia da zona a zona per non dire da famiglia a famiglia.
Da Gustare
La Sapa è ottima con formaggi freschi e stagionati, come condimento per polenta, carni e verdure, da sola o con l'aceto balsamico.
Tecnologia di Lavorazione
L'uva dolce e matura, meglio se bianca, va ammostata con le mani, dopo averla nettata di ogni impurità. Si passa poi al setaccio per eliminare bucce e vinaccioli. Il liquido ottenuto va lasciato a riposo per circa 24 ore. Si unisce poi al mosto la cannella, i chiodi di garofano, la scorza di limone e mettere a bollire a fuoco lento fino a quando non si è ridotto di due terzi. Si separa il liquido dalla cannella e dagli altri ingredienti, si mette nelle bottiglie, si chiude ermeticamente e si conserva in luogo fresco, asciutto e buio.


Vino di Visciole Il nome viene da "visciola" (prunus cerasus), un'antica varietà di ciliegie selvatiche che ben si presta ad essere utilizzata per realizzare questo vino aromatico. La saggezza dei contadini delle nostre zone ha permesso di mantenere in vita il tradizionale metodo di produzione che prevede una seconda fermentazione con frutta e zucchero. Rivela al naso aromi di ciliegie mature ed è contraddistinto da un aroma intenso ma delicato e da un finale gradevolmente amarognolo.
Da Gustare
Ideale da gustare con biscotti rustici e cioccolato nero.
Tecnologia di Lavorazione
Nonostante ogni paese vanti una propria ricetta, l'elemento di base, ossia le visciole dal colore rosso scuro e dal fresco sapore acidulo, rimane invariato. Con l'aggiunta di zucchero il vino subisce una seconda fermentazione a cui si pone fine solo dopo aver ottenuto un prodotto amabile e delicatamente profumato.


Liquore d'anice secco
L'arte di preparare liquori è sempre stata di casa nella nostra provincia. Oggi l'alambicco da semplice fatto privato, si è trasformata in un'opportunità di mercato che ha portato il locale mistrà in tutto il mondo. È fatto con i semi della "Pimpinella anisum", che quando è tenera e verde si consuma anche in insalata danno vita ad un liquore bianco trasparente dall'intenso aroma d'anice e dal gusto dolce.
Da Gustare
Il liquore all'anice è ottimo come digestivo, nel caffè, nei dolci tradizionali.
Tecnologia di Lavorazione
I semi dell'anice verde si fanno macerare in alcol a 70 gradi per 5/6 settimane. Durante questa fase si rimescola di frequente il preparato. A freddo si aggiunge uno sciroppo di zucchero, che dolcifica e alza il grado alcolico del liquore.


Amaro dei Sibillini
I fiori, le erbe e le radici venivano raccolte sui Monti Sibillini, ricchi di una flora spontanea assai diversificata: a metterle a frutto nel lontano 1868 un esperto e appassionato erborista che amava fare lunghe escursioni sui monti circostanti. La ricetta è gelosamente custodita dalla famiglia che, per tutelare questo liquore da eventuali imitazioni, sovrintende ed esegue tutte le operazioni più importanti. L'arte degli amari, nelle Marche, è tenuta viva dalla presenza di numerosi monasteri e abbazie, vere ancore di salvezza per la tutela e la trasmissione delle nostre più antiche tradizioni alimentari. L' Amaro dei Sibillini è un liquore di colore ambrato scuro, alcolico a base d'erbe e radici locali, tonico, digestivo e corroborante.
Da Gustare
L'Amaro dei Sibillini è il digestivo ideale alla fine di un pasto abbondante.
Tecnologia di Lavorazione
Alla base del liquore vi sono le radici di genziana, le foglie e i fiori di genzianella e altre piante: si mettono in una caldaia con l'acqua, riscaldando col fuoco del camino alimentato legna, lasciando cuocere lentamente. Successivamente si aggiungono alcol e miele vergine di api, lasciando decantare il tutto fino a quando non ha assunto un aspetto limpido. Questa lunga procedura conferisce una vasta gamma di gusti e aromi.


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